La prematura scomparsa del prof. Antonio Garofolin ha gettato nello sconforto l’intera
comunità scolastica: sembra impossibile a tutti rinunciare definitivamente alla speranza che
il suo volto, sorridente e posato, attraversi ancora i corridoi dell’Istituto di Formazione
Professionale Alberghiero di Rovereto. In questi mesi di assenza, Antonio aveva fatto ritorno
a scuola tutte le volte che le condizioni glielo avevano consentito, dimostrando ancora una
volta il profondo attaccamento, sincero e incondizionato, che aveva con il suo istituto, che lui
avrebbe voluto simile quanto più possibile ad un hotel.
E come in un hotel di grande classe e levatura (luoghi dove peraltro Antonio aveva
accumulato una professionalità unica e davvero magistrale), l’accoglienza che Antonio
riservava a colleghi, studenti e genitori era sempre cordialmente sincera, attenta … speciale.
Oggi siamo in molti, increduli, a piangere un epilogo che, nel cuore, facciamo fatica ad
accettare, perché in fondo in fondo tutti noi ci aspettavamo di poter ancora condividere con il
Professore momenti di confronto, eventi, emozioni, successi. Era stato lui a farcelo credere
nel modo tenace, forte e positivo in cui aveva affrontato la malattia. Antonio ci comunicava
sempre, nonostante le difficoltà, la volontà – e per noi quindi la certezza – di rientrare nella
sua comunità, una comunità che oggi lo piange a partire dalla componente da lui più amata,
quegli studenti che ha motivato, orientato, spronato, preso per mano e letteralmente salvato
in questi anni.
Molti ragazzi in questi giorni hanno speso a scuola parole di profondo riconoscimento verso
quel professore competentissimo, umano e impegnatissimo che aveva scovato in loro un
talento e lo aveva liberato. Di Antonio gli studenti si fidavano ciecamente, poiché ne
riconoscevano l’enciclopedica competenza, che – davvero raro – saldava un’eccellente
professionalità, maturata nei più prestigiosi contesti lavorativi internazionali di settore, ad
una raffinata competenza teorica e di lettura dei processi scolastici.
Per anni immagine dell’Istituto, punto di riferimento di molti progetti con le aziende e le altre
istituzioni del territorio, collaboratore della dirigenza, scrittore di manuali, sommelier esperto
e riconosciuto nei più prestigiosi consessi internazionali, Antonio aveva la grandissima
capacità di parlare ai ragazzi nel profondo, nell’ispirare studenti che riconoscevano in lui un
modello da imitare e stimare. In questo era un’eccellenza di cui l’Istituto – e la formazione
professionale trentina in generale – aveva ancora bisogno e che nessuno potrà colmare nella
maniera di Antonio: con il sorriso, l’intelligenza arguta e ironica, la pacatezza mite e
rassicurante, l’attenzione e la cura del dettaglio, l’infaticabile operosità di una persona
straordinaria che amava questa comunità, la sua comunità.